In data 17.4.2024, su concorde richiesta del Procuratore Generale e del difensore de detenuto, si è tenuta l’udienza per la valutazione dei presupposti per il riconoscimento della sentenza penale straniera emessa a carico di Enrico Forti, in quel momento detenuto presso l’istituto di pena della Contea di Miami-Dade.
Tra gli atti del procedimento è compreso anche il consenso espresso dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti d’America e la lettera di accoglimento del Governatore dello Stato della Florida.
Così, sussistendo tutti i requisiti previsti dalla normativa di settore, in data 19.4.2024, la Corte d’Appello di Trento ha sciolto la riserva assunta all’udienza predetta ed emessa ex art. 734 c.p.p. la sentenza di riconoscimento della sentenza penale straniera di condanna all’ergastolo risalente al data 20.6.2000 per il delitto di omicidio e per violazioni in materia di armi.
È stato così riconosciuto il provvedimento straniero nell’ordinamento nazionale al fine principale di consentire la prosecuzione dell’esecuzione della pena in Italia.
Come determinare se le condizioni restrittive cui è sottoposto il detenuto siano tali da violare l’articolo 3 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali?
